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Cross Project
Concerto

Concerto di pizzica Babilonia

Antonio Castrignanò & Taranta Sounds (IT)
Introduce Pierfrancesco Pacoda (IT)

Parco di Villa Maioni - Verbania
(Foyer Il Maggiore in caso di pioggia)

02.06.2024 | ore 21.00
Costo: offerta libera

Evento ponte a chiusura di CROSS Project 2024 e di apertura di Musica e Spiritualità 2024

Considerando la lunga e fruttuosa collaborazione tra CROSS, Albagnano Healing Meditation Centre, spesso sede di spettacoli e attività di CROSS Festival, e il festival Musica e Spiritualità, grazie a un intenso rapporto artistico sviluppato con Simona Eugenelo e Pierfrancesco Pacoda, per il 2024 abbiamo deciso di rafforzare tale sinergia nell’organizzazione di un importante evento ponte, a chiusura di CROSS Project 2024 e ad apertura di Musica e Spiritualità 2024.

Pizzica e spiritualità. La Pizzica è musica di attraversamento che si rivolge alla divinità per liberarsi da tutte le malattie e che chiede, attraverso il vorticoso intreccio dei ritmi antichi dei tamburi e la danza sfrenata, una grazia che nasce dalla profonda devozione popolare. Quello del tarantismo è suono che mette in connessione diretta la terra e lo spirito. Musica spirituale che, seppure fortemente legata al linguaggio, anche quello più esplicito del corpo, fa di ogni luogo dove va in scena un rituale di purificazione nel quale risuona forte la richiesta di guarigione al Santo. 

Attraverso le parole del giornalista esperto di musica, Pierfrancesco Pacoda, il pubblico potrà riflettere sulla spiritualità insita nella pizzica e conoscere l’artista Antonio Castrignanò, il suo lavoro e ciò che vuole comunicare agli ascoltatori con la sua musica. 

Babilonia è un viaggio corale che inizia dal Salento, terra d’origine di Antonio Castrignanò, e si dirige oltre i confini territoriali alla scoperta di lingue e culture differenti, con la voglia di raccontare se stessi e conoscere la storia altrui. In quest’ultimo album l’artista cerca di fermare o anticipare il tempo, compiendo un viaggio musicale collettivo per esplorare la diversità e le tradizioni musicali del passato in grado di esprimere temi  universali e immortali. Il titolo stesso, Babilonia, è emblematico perché sottolinea la dimensione multiculturale dell’opera. Con brani inediti, arrangiamenti originali e nuove esperienze, l’album si avventura in melodie e ritmi provenienti da regioni distanti come l’Africa Sub Sahariana, la Turchia e l’India. Il disco abbraccia temi universali come natura, lavoro e amore, mettendo al centro l’uomo, il suo idioma, il dialetto e soprattutto la ricchezza identitaria dei popoli di tutto il mondo, in un album che sa parlare ai giovani e vuole raccontare i temi e i dubbi contemporanei.

Antonio Castrignanò nato nel 1977 a Calimera in Salento è musicista, compositore e autore. Dal 2003 al 2018 partecipa a 16 edizioni di Voce e tamburo de La notte della taranta. Ha suonato e collaborato con molti artisti del panorama musicale italiano e internazionale come Stewart Copeland e Mauro Pagani. Ospite dei Negramaro, duetta con Giuliano Sangiorgi nel primo concerto a San Siro della rockband salentina e nella produzione discografica in cd-dvd Negramaro San Siro Live. Il suo ultimo lavoro discografico, Babilonia (Ponderosa 2022), è stato considerato il secondo miglior album del mondo 2022 e il miglior album europeo dello stesso anno nella prestigiosa World Music Chart Europa. L’International Songwriting Competition (ISC) ha considerato la sua canzone Core Meu la migliore canzone del 2022 per la categoria World Music. È compositore della colonna sonora del film Nuovomondo di Emanuele Crialese, Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia 2006, vincitore di 3 David di Donatello, 2 copertine d’oro e numerosi premi, nominato per 4 Nastri d’Argento tra cui la Migliore sonorazione, e nominato per il Globo d’Oro per il miglior film straniero. Le sue musiche sono presenti anche nella serie Netflix Pretendiamo che sia una città firmata da Martin Scorsese (2021) e nel film Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, vincitore del premio Schermi di qualità e del premio Fedic al Festival di Venezia 2012.

Pierfrancesco Pacoda, nato a Lecce nel 1957, vive a Bologna, è giornalista, producer discografico, critico musicale e saggista. Collabora con il manifesto, l’Espresso, Il Resto del Carlino e altri giornali oltre a essere  caporedattore di Hot. Contemporary Magazine. A lui si deve la scoperta di uno dei gruppi rap italiani più famosi: i Sud Sound System. Ha pubblicato diversi libri tra cui Potere alla parola (Feltrinelli, 1996), Discotech (Adnkronos libri, 1999), Hip hop italiano (Einaudi, 2000), Sulle rotte del rave. Dj’s party e piste da ballo da Goa a Londra, da Bali a Ibiza (Feltrinelli, Traveller, 2002) e Salento, amore mio. Viaggio nella musica, nei luoghi e tra i protagonisti del rinascimento salentino (Kowalski, 2011), Riviera Club Culture (NDA, 2011), Un viaggio a…Ibiza! (Touring Editore, 2010), ed è autore della voce Techno per l’Enciclopedia generale della musica Einaudi. È l’ideatore e il direttore artistico della rassegna ArtRockMuseum, format di parole e concerti ospitata dal Museo della Città di Bologna. Collabora con diverse istituzioni universitarie dove ha tenuto numerosi seminari e lezioni oltre ad aver svolto il ruolo di correlatore di tesi di laurea presso il DAMS di Bologna. Insegna al Master in Comunicazione musicale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e ha insegnato al Master in Programmazione gestione e marketing della performance musicale del Conservatorio di Trento. 

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